La Casa di Carta parte 3 RECENSIONE

Ciao a tutti, come tutti saprete in questi giorni è uscita la terza parte de “La Casa di Carta su Netflix, una serie attesissima che ha fatto discutere molto il Web. Se non l’avete ancora vista, fatelo e poi tornate a leggere questo articolo per fare insieme il punto della situazione, anche perchè inevitabilmente farò degli spoiler.

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Bene, considerato che la prima stagione (divisa in due parti) si era conclusa con un lieto fine da telenovela romantica e con una rapina portata a termine con successo, ci si poteva aspettare da questi nuovi episodi una pessima trama fatta giusto per “allungare il brodo”. Invece no, la nuova storia creata attorno ai nostri rapinatori fuggitivi si è rivelata abbastanza interessante e avvincente, facendoci rimanere incollati allo schermo fino alla fine. Quello che mi ha deluso è stato il pessimo modo con cui sono stati sfruttati alcuni personaggi.

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Parliamone.

  • Il Professore e Raquel: nella prima stagione (parte 1 e parte 2) questi due personaggi rappresentavano la genialità incarnata nell’essere umano. Il Professore aveva sempre un asso nella manica, aveva sempre un modo per uscire da situazioni difficili, era sempre pronto anche a sporcarsi le mani se necessario, per non farsi scoprire. Aveva sempre una soluzione a ogni problema che si presentava, anche quando tutto sembrava perduto.
    Nella parte 3 invece si è rivelato al di sotto delle aspettative e della nomea da “genio” che portava. Invece di fare come in principio, ovvero avere una base fissa nascosta da qualche parte e stare fermo lì, ha voluto rischiare continuando a muoversi con roulotte, furgoni e ambulanze. Cosa ci ha guadagnato? Niente. Viene scoperto prima dai contadini, che per fortuna facevano parte della resistenza, e poi viene localizzato dal drone, costringendo i due a separarsi e a nascondersi nel bosco, portando poi Raquel ad essere scoperta, denunciata e arrestata. Niente assi nella manica. Niente soluzioni. Niente piani B. Niente colpi di scena per salvarsi, se non arrampicarsi sugli alberi, wow. Ma scherziamo? E’ questo il livello a cui è sceso il professore? Delusione totale.
    Senza contare la totale inutilità di Raquel, che è risultata l’anello debole ricattabile e superfluo. Non ha dato nessun tipo di valore aggiunto all’impresa e nessun tipo di aiuto pratico, se non stare lì col Professore a fare cose che avrebbe potuto fare tranquillamente anche lui da solo.
    L’intento della serie è quello di mostrare quanto i legami emotivi, familiari e sentimentali possano distoglierti dai tuoi obiettivi, e in questo ci sono riusciti. Nonostante ciò devo dire che mi aspettavo di più dalla coppia più geniale della Spagna. Spero che le cose si possano risollevare con la parte 4, anche perchè quello che ci aspettiamo è che il Professore si renda conto che Raquel è viva, e che quindi si trova ad essere caduto nel suo stesso tranello “dell’udito”, che gli è stato usato contro.
  • Tokyo e Rio: Il fatto che lei volesse andarsene dall’isola paradisiaca per cambiare aria e stare in mezzo alla gente in qualche città lo posso capire. Quello che non ha senso è che il suo desiderio non comprenda Rio. Se sei innamorata di lui lo devi portare con te, anche perchè se lo vedi come un impiccio, sei sicura che sia vero amore? Capisco che stare sempre appiccicati a qualcuno sia tremendo e che la cara Tokyo volesse avere i suoi spazi, ma fino a un certo punto. Se loro fossero partiti insieme non avrebbero avuto bisogno di telefoni per comunicare, dunque non sarebbero mai stati rintracciati. Chiaramente anche Rio ha la sua bella dose di colpa a causa della sua ingenuità, e infatti ne ha dovuto pagare le conseguenze.
    Diciamo che l’unica cosa giusta che ha fatto Rio in tutta la stagione è stata lasciare Tokyo alla fine. Ottima mossa soldato, ma magari se lo avessi fatto in un altro momento sarebbe stato meglio, non ti pare?
  • Nairobi e Helsinki: Forse lei rappresenta il personaggio riuscito meglio, perfetto, centrato, equilibrato, coerente. Tutto.
    Il giusto connubio tra carattere forte e fragilità emotiva che riesce a mostrare tutta la sua immensa umanità. Da un lato grinta e forza per farsi rispettare e per portare a termine tutti i principali compiti relativi alla rapina, scendendo in campo in prima persona senza mai tirarsi indietro. Dall’altro lato dolcezza e amore verso suo figlio, e verso il suo “orsacchiotto” Helsinki, un rapporto speciale basato su fiducia e complicità, senza paura di esprimere i propri sentimenti, anche se non corrisposti.
    Helsi mi è piaciuto molto anche in questa stagione in qualità “gigante buono”, un tenero omone che sa eseguire bene il suo lavoro, proteggendo i suoi compagni e portando sempre a termine l’opera, senza creare discussioni e problemi. Preferisce subire che attaccare, portando spesso Nairobi a doverlo difendere verbalmente contro le ingiustizie ricevute.
    Ad ogni modo io spero davvero di ritrovarmi Nairobi magicamente viva nella quarta parte perchè un lutto del genere mi rifiuto di sopportarlo. 
  • Palermo: il nuovo arrivato sicuramente sarà apparso odioso agli occhi di molti, ma a parer mio questo soggetto racchiude diversi aspetti piuttosto interessanti.
    Si tratta infatti di una persona che ha perso la fiducia nell’amore dopo la morte di Berlino, portandolo a chiudersi in se stesso, col cuore di pietra e l’anima nera. Ma è solo apparenza, una maschera che usa per proteggersi dalle delusioni e dalle illusioni, per non soffrire.
    Ecco perchè la sua visione dell’amore comprende solo il sesso fisico e non la relazione sentimentale duratura, proprio perchè senza sentimenti si sente al sicuro. Nairobi però riesce subito a smascherarlo, riportandolo alla verità dalla quale stava fuggendo e facendolo tornare “umano”. Chissà che nella prossima stagione Palermo possa rivelare la sua vera natura, lasciandoci piacevolmente sorpresi.
  • Denver e Stoccolma: conosciamo tutti ormai il carattere frizzante ed esplosivo di Denver, rimasto tale anche in questa nuova parte, sebbene con una evoluzione dal punto di vista della maturità mentale, una crescita personale e un senso genitoriale inaspettato. Menzione speciale va alla sua bellissima risata da psicopatico: la voglio come suoneria del cellulare, ho deciso.
    Stoccolma, come Raquel, è passata dai “buoni” ai “cattivi” (virgoletto perchè il velo che separa il bene dal male in questa serie è molto sottile), ma al contrario di lei si è dimostrata all’altezza dell’incarico. Stoccolma mi ha stupito in positivo per il suo coraggio e la sua forza d’animo nell’affrontare il rischio e il pericolo al quale, ricordiamolo, non era assolutamente abituata. Con un figlio piccolo a casa ha voluto ugualmente affrontare questa ardua impresa, per dimostrare a se stessa e agli altri di valere tanto quanto loro, e di voler fare la sua parte per lottare contro lo Stato e il Sistema. Ha mostrato carattere anche nell’affrontare i suoi fantasmi del passato, tra cui l’insopportabile Arturito, i cui comportamenti non possono essere più accettati e tollerati.
  • Alicia Sierra e Tatiana: sulla nuova spietata ispettrice col pancione aleggia ancora una fitta nebbia di mistero, poichè non ci hanno dato alcun tipo di informazioni sul suo conto. Qual è il suo passato? Di chi è il bambino che porta in grembo? Come fa ad essere sempre così calma e ad avere sempre una contromossa pronta? E se fosse lei quella famosa Tatiana, ragazza di Berlino, alla quale era stato rivelato il piano della rapina alla Banca? La somiglianza c’è, ed effettivamente si spiegherebbero molte cose, forse anche il motivo di tanta rabbia repressa e voglia di vendicarsi. Non dico altro perchè non c’è niente di certo, sono solo teorie, spero solo che nella prossima stagione venga fatta luce sulla questione, approfondendo la storia di Tatiana e quella di Alicia, se non dovessero essere la stessa persona. Magari si tratta della sorella, di una parente, di un’amica, chi lo sa. Quello che è certo è che c’è un collegamento non indifferente.

Conclusione:
Sarò sincero, mi aspettavo di meglio da questa terza parte, forse perchè avevo aspettative troppo alte soprattutto sul Professore e Raquel, ma tutto sommato la serie risulta sempre molto intrigante da vedere puntata dopo puntata. La cosa che mi dà fastidio è che la prima stagione era divisa in due parti, e avevamo quindi tante puntate e una storia conclusa sia a livello di trama e sia a livello di intrighi da risolvere. In questa seconda stagione invece abbiamo solo una parte composta da 8 episodi, il che significa che rimane tutto in sospeso, dalla rapina ai misteri su cui fare luce. Dobbiamo dunque rimanere annegati nel senso di nostalgia da telefilm finito e nel mare di lacrime per Nairobi e Raquel. Fortunatamente però Netflix non ci lascia mai a digiuno di novità, infatti potremo saziare la nostra “fame”, per il momento, con la nuova stagione di Orange Is The New Black.

Fatemi sapere cosa ne pensate di tutta questa storia e seguitemi su Instagram (@sarcasmatt_) per rimanere sempre aggiornati su musica e serie TV.

Alla prossima,
-Matteo Liparota (SarcasMatt)

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